Perché l’update 2025 è rilevante per anestesia e terapia intensiva
L’arresto cardiocircolatorio rimane una delle emergenze tempo-dipendenti più critiche, in cui la qualità delle prime azioni e la rapidità delle decisioni incidono direttamente su sopravvivenza e outcome neurologico.
L’aggiornamento 2025 delle raccomandazioni per la rianimazione nell’adulto consolida la struttura dell’ALS, ma rafforza alcuni messaggi operativi:
ridurre interruzioni della RCP, anticipare i passaggi chiave nei ritmi defibrillabili, rendere più rigorosa l’integrazione tra algoritmo e trattamento delle cause reversibili, e valorizzare l’organizzazione del sistema che sta intorno all’evento.
Per chi lavora in sala operatoria e terapia intensiva, dove monitoraggio e competenze sono avanzati, il punto non è solo “conoscere l’algoritmo”, ma saperlo applicare in modo coerente con il contesto, sfruttando ciò che il setting offre per migliorare qualità e continuità delle manovre.
Arresto cardiocircolatorio: prevenzione dell’IHCA e riconoscimento precoce del deterioramento
Una parte degli arresti intraospedalieri è preceduta da segnali clinici e fisiologici che, se riconosciuti per tempo, consentono interventi correttivi prima del collasso.
L’update insiste sulla necessità di sistemi strutturati di rilevazione del deterioramento, sull’uso di score e percorsi “track-and-trigger” e sulla chiarezza dei flussi di attivazione dei team di risposta rapida.
In pratica significa definire chi misura cosa e con quale frequenza, quali soglie attivano una risposta, chi prende la leadership clinica e come viene garantita la continuità tra reparto, area monitorizzata e terapia intensiva.
In questa prospettiva, la prevenzione non è un concetto astratto: è la capacità del sistema di intercettare instabilità emodinamica, respiratoria o neurologica prima che diventi arresto, e di standardizzare una risposta tempestiva e competente.
ALS 2025: algoritmo, priorità e ritmo di lavoro del team
La logica dell’ALS resta basata sulla distinzione tra ritmi defibrillabili (FV/TV senza polso) e non defibrillabili (asistolia/PEA), con cicli di RCP, rivalutazioni e interventi mirati.
Ciò che emerge con forza è l’attenzione al “ritmo di lavoro” del team:
minimizzare pause, coordinare ruoli, anticipare le azioni mentre le compressioni continuano, e mantenere una leadership chiara che governi tempi e priorità.
Nei ritmi non defibrillabili il focus è garantire compressioni di qualità, identificare rapidamente le cause reversibili e somministrare adrenalina in modo precoce secondo indicazione.
Nei ritmi defibrillabili la defibrillazione deve essere tempestiva e integrata senza dispersione di tempo, ricordando che la catena di sopravvivenza resta fondata su RCP immediata e shock precoce quando indicato.
L’algoritmo, quindi, è anche un metodo di lavoro: non solo sequenze, ma disciplina operativa, comunicazione e riduzione degli errori evitabili.
Arresto cardiocircolatorio, defibrillazione e farmaci: precisione tecnica e appropriatezza terapeutica
L’update richiama diversi aspetti pratici della defibrillazione che, nella realtà clinica, incidono sul successo delle manovre. Quando disponibile e in mani esperte, la defibrillazione manuale può ridurre le interruzioni rispetto all’AED.
Viene inoltre ribadito che la FV/TV va trattata come defibrillabile indipendentemente dall’ampiezza del tracciato, evitando esitazioni che allungano tempi e pause.
Anche il posizionamento delle placche, la gestione di situazioni particolari come dispositivi impiantabili e la prevenzione di eventi avversi come l’innesco di incendio in presenza di ossigeno richiedono attenzione e procedure condivise.
Sul versante farmacologico, l’adrenalina mantiene un ruolo definito e differenziato tra ritmi non defibrillabili e ritmi defibrillabili, mentre gli antiaritmici come amiodarone (con alternativa lidocaina) si collocano in scenari di FV/TV persistente dopo i tentativi di shock previsti.
Un passaggio importante è anche ciò che non va fatto: alcuni trattamenti non sono raccomandati di routine (ad esempio il calcio), salvo specifiche condizioni cliniche, perché la priorità rimane la perfusione ottenuta con compressioni efficaci, shock appropriati e trattamento mirato delle cause.
Vie aeree, ventilazione e rianimazione guidata: sfruttare il monitoraggio per migliorare la qualità
Le raccomandazioni 2025 confermano che non esiste una “tecnica perfetta” di gestione delle vie aeree valida in ogni contesto: la scelta deve essere guidata dalla competenza del team e dall’obiettivo di non interrompere le compressioni.
Se l’intubazione non può essere effettuata con elevata probabilità di successo e con pause minime, la via aerea sopraglottica è un’opzione appropriata; quando disponibile, la videolaringoscopia è favorita rispetto alla laringoscopia diretta.
Nei contesti dove si può ventilare meccanicamente durante CPR, l’approccio è pragmatico e orientato a ridurre interferenze con compressioni e perfusione.
Il punto più “evolutivo” è l’enfasi sulla rianimazione guidata da parametri fisiologici nei setting altamente monitorizzati: ETCO₂ e pressione arteriosa invasiva possono supportare la valutazione della qualità delle manovre, suggerire un possibile ROSC e orientare la correzione della strategia quando la risposta non è adeguata.
In terapia intensiva e in sala operatoria, dove questi strumenti sono spesso già presenti, l’aggiornamento spinge a usarli non solo come “numeri”, ma come indicatori operativi per rendere la rianimazione più mirata e controllata.
Dopo il ROSC: stabilizzare e cercare la causa
Dopo il ROSC l’attenzione si sposta immediatamente sulla fase post-rianimatoria, con un obiettivo chiaro: consolidare la stabilità e prevenire il “secondo arresto”.
L’approccio deve essere sistematico e rapido, con correzione delle criticità residue e monitoraggio stretto dei parametri vitali.
Quando possibile, l’ossigenazione va titolata per evitare sia l’ipossiemia sia l’iperossia, integrando la valutazione clinica con emogasanalisi e saturimetria.
In parallelo è fondamentale il supporto emodinamico, assicurando perfusione e pressione adeguate con fluidi e vasoattivi/inotropi se necessari, e impostando una strategia di ventilazione e sedazione coerente con le condizioni del paziente.
La ricerca della causa deve partire subito, includendo ECG a 12 derivazioni, valutazione mirata per sindrome coronarica acuta quando indicata e un inquadramento complessivo delle possibili cause reversibili, perché il trattamento eziologico è parte integrante dell’outcome.
Arresto cardiocircolatorio e update 2025: dall’algoritmo al sistema, per una rianimazione più efficace
In sintesi, l’update 2025 conferma che la rianimazione efficace non è solo “fare ALS”, ma costruire un percorso completo che inizia prima dell’arresto e continua dopo il ROSC.
Il focus si sposta sempre di più dalla singola manovra al sistema:
riconoscimento precoce del deterioramento e risposta rapida per prevenire l’IHCA, RCP con interruzioni minime e defibrillazione tempestiva nei ritmi defibrillabili, uso dei farmaci in modo appropriato senza perdere di vista le priorità, scelta delle strategie di gestione delle vie aeree coerente con competenze reali e, nei setting monitorizzati, impiego di ETCO₂ e pressione arteriosa come strumenti per guidare la qualità delle manovre.
Infine, l’update ribadisce che la fase post-ROSC incide direttamente sull’outcome: se stabilizzi il paziente, titoli l’ossigenazione, sostieni l’emodinamica e identifichi la causa, riduci le recidive e migliori la prognosi.
Il messaggio operativo è chiaro: standardizzare ruoli, tempi e procedure rende l’evento “arresto” meno imprevedibile e più governabile, con benefici misurabili in termini di sicurezza e risultati clinici.
I contenuti di questo articolo sono basati sulla lezione “L’arresto cardiocircolatorio: update 2025” a cura del Prof. Claudio Sandroni (Dipartimento di Scienze dell’Emergenza, Anestesiologiche e della Rianimazione, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma.)
Il materiale originale fa parte del Percorso Formativo ATI14 2026 pubblicato da Medical Evidence. I contenuti sono utilizzati con finalità divulgative e restano di proprietà dei rispettivi autori.
Vuoi approfondire i passaggi chiave dell’update 2025 sull’arresto cardiocircolatorio, dalla prevenzione dell’IHCA all’ALS, fino alla gestione post-ROSC, per standardizzare i processi, ridurre le interruzioni della RCP e migliorare la qualità delle manovre nei setting monitorizzati?







